AMORE CULT

di e con RICCARDO FORNERIS

regia ANDREA CIOMMIENTO
progetto luci SERAFINO SPROVIERI

piattaforma CO.H 

2016

 

PRESENTAZIONE

Gli anni Ottanta. L'America dei film. Il culto del corpo. ll tempo delle scene proibite.

 

"Amore CULT" è la raccolta di quadri comici e clowneschi che vedono come protagonista un ragazzo innamorato delle proprie ossessioni d’infanzia: il cinema e il tabù del sesso. Uno spettacolo sull’identità malinconica di un clown contemporaneo disarmato di tutto, senza trucchi e nasi rossi, al riparo dal mondo esterno e con la nostalgia del proprio passato. Solo in scena insieme con il suo pubblico, tra tabù da esorcizzare, desiderio erotico, scoperta dell’altro diverso da sé e ambientazioni cult del cinema anni Ottanta, la storia attiverà l’immaginario collettivo impresso nella memoria dello spettatore.

 

DESTINATARI E DURATA

Pubblico primariamente giovane e adulto, dai 13 anni in su. Lo spettacolo prevede scene legate all’immaginario erotico e sessuale senza cedere alla volgarità. Durata: 45 minuti.

 

TEMATICHE PRINCIPALI

Il progetto raccoglie scene cinematografiche tratte da Il Padrino, Jessica Rabbit, Top Gun, Ghost, Ghostbusters, Nove settimane e mezzo, Pretty Woman e Il tempo delle mele. Il performer incarna il genere femminile e maschile a seconda della visione legata al film di riferimento. L’identità di genere si rivela nella relazione con gli spettatori che saranno portati in scena e che abiteranno lo spazio per tutta la durata dello spettacolo.

 

Lo spettacolo, quindi, viene integrato dalla presenza attiva del pubblico coinvolto in platea e su palco senza mai superare il confine della performance ma rispettando i presenti nel loro partecipare attivamente. Dalla visione maschilista e mafiosa del Padrino all’amore erotico-sentimentale di Ghost, attraversando comicamente l’identità meticcia di Jessica Rabbit e spensierata di Pretty Woman. Un arco narrativo in cui non è presente la parola ma solo l’azione e l’interazione accompagnata da una traccia sonora unica che raccoglie colonne sonore rielaborate per l’occasione.

 

Infine, la creazione vede la presenza di materiali e oggetti, con una spiccata centralità di palloncini modellabili che superano i quaranta centimetri, pretesto di gioco sull’immaginario fallico legato alla mitologia greca e romana. Un omaggio satirico alle feste di Priapo, chiamate al loro tempo “falloforie”, e legate al dio della fertilità rappresentato con una particolare lunghezza del pene. Simbologia che lega le tematiche centrali dello spettacolo al grottesco, al comico, alla dominazione e all’istinto.